Digitale terrestre: ecco la lista dei canali che non si vedranno più dal prossimo mese

Il Digitale terrestre è oramai parte della normalità dei programmi televisivi in Italia, ed ha portato numerosi vantaggi sia qualitativi sia quantitativi, basta considerare la quantità di canali oggi disponibili a titolo gratuito, canali che però non seguono un ordine fisso ma che da tempo cambiano anche nel numero e nelle numerazioni.

Il contesto del digitale terrestre è infatti tutt’altro che “completato”, in quanto si è al centro di un passaggio tra due generazioni digitale terrestre, con anche nuovi canali che saranno migliorati e rafforzati nel segnale oltre ad un contesto di cambio nominale nelle numerazioni. In diverse località, tra città più o meno grandi, i canali potrebbero addirittura sparire.

Questo accade proprio a causa del passaggio tra le due tecnologie che rispetto a diversi anni fa appare meno evidente ma è ancora in corso. Questo processo è attivo da oramai qualche anno, ed ha portato buona parte della popolazione a dover cambiare tv oppure il decoder per poter continuare a vedere i canali.

Il cambiamento digitale

Il Digitale terrestre ha progressivamente sostituito il vecchio tipo di segnale analogico di tipo televisivo, migliorando la qualità video oltre a quella dell’audio ma anche permettendo di aumentare i numerosi canali, sia quelli concepiti da gruppi di grandi dimensioni come Rai e Mediaset ma anche tanti di realtà minori, sia di carattere nazionale che regionale.

La prima forma di “step” che ha portato al digitale terrestre si è concluso oramai oltre 10 anni fa, la seconda forma di digitale terrestre ha conseguentemente fatto il proprio esordio solo pochi anni fa, con alcuni anni rispetto a quanto preventivato. Si è passato ad uno standard tecnologico da MPEG-2 a MPEG-4, che riguardano il contesto audio video.

Questo è avvenuto dal 21 dicembre 2022, anche se fino a pochi mesi fa i canali televisivi nella maggior parte dei casi risultavano ancora visibili con i vecchi decoder digitali, mentre dal 2023 tutti i principali tipi di emittente ha iniziato e completato il passaggio da DVB-T a DVB-T2, condizione che appare quindi fondamentale per continuare a guadare la tv.

Il motivi del nuovo switch off

Il passaggio da prima a seconda generazione ha motivazioni molto chiare, inerenti il già citato miglioramento e dispiegamento di nuovi segnali, con l’obiettivo di trasmettere in maniera sempre più comune e diffusa i canali ad alte risoluzioni fino a 4K, standard compatibile con il DVB-T2. Un altro motivo è legato alla necessità di liberare le bande per accogliere il 5G.

Infatti il 5G, l’oramai sempre più diffuso standard per le connessioni internet mobili, verrà spostato interamente sulle condizioni di rete occupate dal “vecchio” digitale terrestre, step che quindi ha una valenza doppia, importante per entrambi i punti di vista. Lo step tuttavia è ancora in procedimento e non è assolutamente alle fasi finali.

Infatti in diverse località il digitale della seconda generazione non è ancora stato attivato per cui non è ancora percepibile alcuna forma di cambiamento che però se non è già avvenuto, sarà pronto ad essere palese nelle prossime settimane, o magari ancora prima. Per questo è opportuno adeguarsi con un decoder o un Tv aggiornato.

Quali canali scompariranno?

Per chi non ha ancora aggiornato i propri dispositivi televisivi, con una tv abbastanza recente (acquistata almeno, da nuova, a partire da dicembre 2020 in poi) o con un decoder già compatibile (con la dicitura DVB-T2) potrebbe vedere alcuni canali sparire di punto in bianco, si tratta di varie emittenti locali ma anche gruppi di canali del gruppo Rai.

Rai Storia, Rai Radio 2 e Rai Scuola sono alcuni che proprio per questo motivo, legato al contesto di cambio di frequenze possono portare proprio questi ed altri canali del gruppo Rai a sparire. Per questo motivo è importante aggiornare con buona regolarità il proprio decoder o la propria tv effettuando una ricerca dei canali.

Altri Canali più conosciuti come quelli del gruppo Rai “principale” come Rai 1, Rai 2 e via discorrendo potrebbero invece presentare alcuni problemi di ricezione proprio per uno step tecnologico che in varie zone d’Italia è già avvenuto quindi non percepibile, situazione che però non riguarda l’intero ambito del territorio italiano.

Come controllare la TV / decoder

Come detto bisogna disporre di un Tv o decoder aggiornato. Questo appare evidente sui dispositivi o sulle caratteristiche tecniche, ma è qualcosa che è possibile verificare anche attraverso il menù del Tv / decoder che deve presentare delle sigle come H264 oppure HEVC ( o magari entrambe). Se il decoder o la tv sono abbastanza recenti e presentano la dicitura DVB-T2, siamo a posto.

In caso contrario possiamo effettuare un controllo dirigendoci a tv / decoder aggiornato al canale numero 100 o 200. Questi sono canali di test per verificare il funzionamento effettivo dei canali. Se appare una o entrambe delle sigle sopramenzionate, significa che i dispositivi sono già compatibili per il nuovo standard e non è necessario fare altro, se non effettuare la ricerca.

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